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ALESSANDRO BARBERO - Lezioni di storia

A Caporetto vincono i tedeschi e non gli austriaci, in una battaglia per loro del tutto secondaria e su un fronte privo di qualunque importanza strategica.

Barbero stratosferico, migliora come il buon vino delle sue parti : )

Barbero fa amare la Storia, Bravo !

Qui l'analisi del prof. Alessandro sulle conseguenze che derivarono dagli altalenanti esiti dei combattimenti spesso molto vicini. La corrispondenza epistolare dei militari ai loro cari fu copiosa durante la lunga durata della Prima Guerra Mondiale e concorreva a mantenere vive le speranze di giungere "sani e salvi" a una conclusione positiva del conflitto. 😍 😉 😀 👏

Presentazione molto interessante e coinvolgente. L'unica cosa che non mi torna è la citazione del brano di F. Engels del 1859 riguardo alla zona di Caporetto come strada maestra per un'attacco dall'Austria contro l'Italia. Nel 1859 non solo l'Italia non esisteva ma era l' Austria a governare sul Lombardo-Veneto. Perché quindi Engels avrebbe dovuto immaginare una cosa di questo genere?

Io sono dell'idea che la prima guerra mondiale fu decisa a tavolino dalla nobiltà europea con lo scopo di eliminare in massa la nascente classe proletaria operaia ed i contadini che cominciavano ad alzare la cresta e pretendere i loro diritti. E' altrimenti inspiegabile l'inettitudine con la quale i comandi mandavano la truppa al massacro caricando con le baionette e la cavalleria contro le mitragliatrici. E quelli che sopravvivevano venivano fucilati per codardia se osavano ritirarsi. Generali che si comportano così non hanno alcun interesse a vincere la guerra, ma hanno altri scopi.

ho letto un articolo in cui si menzionavano molti documenti e dispacci in cui Cadorna, alla luce dell'imminente offensiva, aveva dato ordine ai corpi d'armata di ritirarsi sulla linea del Piave più compatta ed efficiente. Però ciò non avenne e da qui la disfatta. La mole immensa di documenti, come afferma Barbero, rende difficilissimo dare una versione completa e perfetta dell'accaduto. Fortuna esitono persone come lui che si Danni costantemente da fare

E' sempre un piacere stare ad ascoltare il Prof. Barbero!

ma non potevano sbarcarci a Trieste invece di passare per le montagne?

é difficile dare giudizi dopo cento anni, ma mi sembra di vedere l'italia nella frase: bastava dirlo! (reggerà)
Anche oggi è così. (bisogna essere competirivi sui mercati internazionali!) Cambiano le cose ma la classe dirigente è quella.
Ma Cadorna era un bravo generale?
Aveva riesumato e utilizzato pesantemente la decimazione, ammazzando i soldati italiani.
Non si curava del morale e dello stato delle truppe (che non essendo di classe nobile, ma contadini e operai, non interessano a nessuno, men che meno a lui).
Non aveva idea delle situazioni che cambiano
Ha perso Caporetto per inettitudine, disinteresse della sorte delle sue truppe, megalomania.
IO dico che era un pessimo comandante ed un assassino.
A Milano c'è piazza Cadorna, io preferirei chiamarla diversamente.

hai ragione gli dedicano pure i viali

Anni dopo, in Libia, l'ex tenente Rommel disse che i soldati italiani erano dei leoni, i loro ufficiali delle salsicce e i generali delle merde.

Molto appassionante il modo di spiegare del prof. Barbero,non mi stanco mai di ascoltarlo.

Cadorna  sapeva  che  l'attacco  sarebbe  avvenuto  a  Caporetto . Si disertava  anche  tra  le file  dell'esercito  nemico , e i disertori  parlavano  in cambio  di  trattamento  umano , per  cui  Cadorna  sapeva tutto , sapeva  la data   e  il punto  dell'attacco  tanto  vero  che  a una settimana  da  Caporetto  convocò  tutti  gli  inviati  di guerra   per  spiegar  loro  che  ci sarebbe  stata  un'offensiva  tedesca  a  Caporetto  ,  di non dire  o scrivere  nulla  per non allarmare  i tedeschi  , ma di preparare  articoli  per  celebrare  la  rovinosa  sconfitta   austriaca  in  seguito  all'inarrestabile  controffensiva  italiana . Effettivamente  Cadorna  visitò  Caporetto  due giorni  prima  dell'offensiva  austriaca , come  scrive nel   suo  diario  il Gen. Gatti  , scrisse  anche  che G. Cadorna  non  fu contento  dello  stato  di  quella parte  di fronte ,  ''reggerà''  fu  l'esatta  parola espressa  dal  G. Cadorna  .  Lo  sbaglio  di Cadorna  fu quello  di  preoccuparsi  prima della  stampa  poi  del fronte , non puoi ispezionare  un fronte  a 24 ore  da un'offensiva  pur  essendo  informato  molto tempo prima , non  c'era  più  tempo per  correggere  i punti  deboli  . Questo  fu  lo sbaglio  del Gen.  Cadorna . La   guerra  non  la si  vince  a  tavolino  semplicemente  fidandosi  dei  generali  sottoposti , tutti  i condottieri stanno  sempre sul  campo  per  capire  meglio  . Cadorna  era  un  ottimo  militare  , conosceva  bene  le  tecniche , era  cresciuto fin da piccolo  nell'accademia  militare  per  cui  era  mentalmente  inquadrato  nella  disciplina militare ,  ma  i  conflitti  non  si  vincono  applicando  la semplice  logica  imparata  in  accademia . In  accademia  si  fanno  simulazioni  e  su  queste  basi  vengono  costruite  strategie , ma la prima  guerra mondiale  era  ben  diversa  da  tutte  le  altre . Un  giovane  ufficiale  tedesco  capisce  che  per  vincere  bisogna  aggirare  il  nemico , si  chiamava Rommel  , questa primissima tecnica  di guerra era  la  chiave  che  avrebbe  sbloccato  la  guerra  delle  trincee .

Prima dell´offensiva di Caporetto gli austriaci avevano la maggior parte delle truppe sul fronte russo. Sul fronte italiano il rapporto di forze era di 20 divisioni austriache contro 35 italiane.

Finalmente sento raccontare una "STORIA ITALIANA" in un modo mai sentito in italia, I MIEI COMPLIMENTI , SEBBENE SULLA STORIA RISORGIMENTALE NON SONO MOLTO D'ACCORDO. ANCORA COMPLIMENTI PER LA QUESTA SUA VERA PRESENTAZIONE , PENSAVO CHE MIO NONNO RACCONTASSE FAVOLE. GRAZIE

grandissimo intervento, grazie mille per averlo caricato!! da vedere tutto d'un fiato!!

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