10:44

Gianni è il gestore della storica trattoria trentina “Al Volt”. Da lui sono passati tantissimi nomi illustri dello spettacolo e alcuni di questi proprio per assaggiare i suoi canederli. Gianni infatti custodisce delle storie e degli aneddoti sui canederli davvero particolari, a partire dai lanzichenecchi. Una serie diretta da Anna Bressanini e Martin Alan Tranquillini (Will o Wisp).

10:12

Mariapia non butta via nulla! Infatti la vecchia ricetta della “Bèca” si può interpretare sia in chiave dolce che salata, ma la preferita della nostra protagonista rimane la ricetta classica. Una serie diretta da Anna Bressanini e Martin Alan Tranquillini (Will o Wisp).

11:5

I ricordi da bambina nella vita del basso trentino. La pasta e fagioli è uno di quei piatti che sono riusciti a rimanere esenti da rivisitazioni gourmet. Un piatto semplice, come la gente, nei ricordi di Rosy.

9:51

Anna prepara la “mosa”. Un piatto semplice, come la sua cara zia. Riaffiorano i ricordi dei momenti spensierati in Val di Non durante la sua infanzia. Una serie diretta da Anna Bressanini e Martin Alan Tranquillini (Will o Wisp).

11:18

Lorenzo è il proprietario di un Maso in Val di Gresta e propone ai suoi ospiti una polenta davvero speciale. La polenta è infatti il piatto a lui più caro, perché gli ricorda il periodo antecedente all’apertura.

3:10

La marchesa Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga fù promotrice del rimpatrio dei nostri soldati prigionieri in Russia nella Prima guerra mondiale. Fervente patriota italiana, iniziò la sua attività dopo le molte lettere che le giungevano da Avio, da altri paesi del Trentino, ma anche dall'Istria e dalla Dalmazia.

4:26

Chi ha ucciso Fausto Tinelli? Aveva 19 anni, era uno studente. Con l’inseparabile amico Lorenzo Iannucci, detto Iaio, stessa età, stavano percorrendo via Mancinelli, a Milano, vicino al Centro Leoncavallo, sede dei gruppi sociali e dove loro si recavano spesso. Vennero uccisi con otto colpi di pistola. Iaio morì subito, Fausto poco dopo all’ospedale.

4:3

Adriana Zardini aveva la scuola nel cuore. Per lei, l’insegnamento era vita, soprattutto nel campo dell’educazione dei bambini, che affrontò con professionalità e sensibilità. Ricercava metodi nuovi pur di rendere piacevole l’apprendimento.

4:11

Il nome di Antonio Salvotti è legato ai processi contro i «cospiratori» italiani, che portarono alla condanna di Silvio Pellico, Federico Confalonieri, Pietro Maroncelli e di altri protagonisti dell’insurrezione italiana. Di quella esperienza Silvio Pellico scrisse “Le mie prigioni” dal carcere della fortezza dello Spielberg.

4:6

Flavio Faganello era un rapace dell’immagine, non perdeva un colpo con la sua macchina fotografica. Un lupo solitario alla ricerca dello scatto più originale per immortalare un territorio in trasformazione e la sua gente. Era un uomo profondamente legato alla sua terra. Il suo nome è nel novero dei più grandi fotografi trentini, come Giovanni Battista Unterveger e i fratelli Pedrotti.