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Il nome di Antonio Salvotti è legato ai processi contro i «cospiratori» italiani, che portarono alla condanna di Silvio Pellico, Federico Confalonieri, Pietro Maroncelli e di altri protagonisti dell’insurrezione italiana. Di quella esperienza Silvio Pellico scrisse “Le mie prigioni” dal carcere della fortezza dello Spielberg.

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Flavio Faganello era un rapace dell’immagine, non perdeva un colpo con la sua macchina fotografica. Un lupo solitario alla ricerca dello scatto più originale per immortalare un territorio in trasformazione e la sua gente. Era un uomo profondamente legato alla sua terra. Il suo nome è nel novero dei più grandi fotografi trentini, come Giovanni Battista Unterveger e i fratelli Pedrotti.

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Piero Agostini è stato uno dei migliori giornalisti che la nostra terra abbia mai avuto. Un signore della notizia e un gentiluomo. Aveva previsto la crisi del giornalismo e criticato aspramente, anche con i suoi modi gentili, chi puntava al sensazionalismo. Il suo motto era: prima di scrivere una notizia occorre incrociare le fonti per non sbagliare.

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Bruno Kessler ha scritto un pezzo importante della storia del Trentino. Laureato in giurisprudenza, fu presidente della Provincia di Trento dal 1960 al 1974, poi deputato e senatore per due legislature. Nel 1962 fondò l'Università di Trento. Sostenne lo Statuto d'Autonomia del 1972 e il piano urbanistico provinciale, aprendo il Trentino alla modernizzazione.

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Achille Leoni fu tra gli esponenti più autorevoli del sindacato italiano del Secondo dopoguerra. Gli avversari riconoscevano a Leoni umanità e un grande buonsenso. Era nato comunista, morì comunista. Negli anni Sessanta e Settanta, il Trentino passò velocemente dall’economia agricola all’industrializzazione.

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Giuseppe Placido Nicolini fu vescovo di Assisi per 40 anni. Non risparmiò se stesso, sacerdoti e suore per salvare centinaia di ebrei, partigiani e rifugiati politici dall'ira di Hitler e dei fascisti di Salò. Gino Bartali collaborò con lui. Un programma di Paolo Tessadri con Ivan Pavlović. Illustrazioni di Nadia Groff. Regia e montaggio di Marco Busacca.

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Domenico Bassetti nel 1867 fondò il villaggio trentino di Palestro in Algeria: un piccolo paese di 56 famiglie, che venne distrutto da un incursione dei Berberi. Tutti gli uomini furono uccisi, mentre donne e bambini vennero risparmiati e portati via, forse ridotti in schiavitù. Un programma di Paolo Tessadri con Ivan Pavlović. Illustrazioni di Nadia Groff.

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Può una donna dolce e colta come la grande soprano Gianna Pederzini amare il peggiore dei fascisti, il ras di Cremona, Roberto Farinacci, detto Robertino. Si amarono, ma fu un amore doloroso. Un programma di Paolo Tessadri con Ivan Pavlović. Illustrazioni di Nadia Groff. Regia e montaggio di Marco Busacca.

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Ammazzato perché andava troppo forte. Era davvero formidabile Ettore Zomer su quella bicicletta. Soprannominato “Bona”, per tutti era “el bocia”, il ragazzo. Pedalava come un forsennato, in pianura ma anche in salita. Fu ammazzato da un avversario troppo invidioso. Un programma di Paolo Tessadri con Ivan Pavlović. Illustrazioni di Nadia Groff. Regia e montaggio di Marco Busacca.

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Aldo Gorfer era un ottimo giornalista e un formidabile scrittore che riuscì a far conoscere il Trentino e l’Alto Adige. Assieme al fotografo Flavio Faganello formarono un’accoppiata vincente: riuscirono a raccontare il Trentino attraverso immagini e parole. Un programma di Paolo Tessadri con Ivan Pavlović. Illustrazioni di Nadia Groff. Regia e montaggio di Marco Busacca.