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Incontriamoci in museo…a Bergamo

Il Museo delle storie di Bergamo è una realtà museale complessa: si tratta di sei sedi e altrettanti musei che raccontano la storia della città, dalle tracce archeologiche di epoca romana alle installazioni multimediali sul XX secolo.

Per promuoverne la conoscenza da diversi anni abbiamo creato “Un Museo al mese”: un appuntamento mensile ogni volta dedicato a una sede diversa, che ha saputo rinnovarsi nel tempo cercando di cogliere e anticipare i bisogni del nostro pubblico.

Nata ufficialmente nel 2017, la proposta era all’inizio un palinsesto annuale di dodici incontri strutturati come due visite in una, ovvero un percorso laboratoriale per bambini e contemporaneamente un percorso per gli adulti, accompagnatori e non, dedicati a uno stesso tema. L’idea era che da questo potesse nascere tra grandi e piccini la possibilità di un confronto tra le loro esperienze data l’affinità degli argomenti trattati.

Nel 2021 l’iniziativa cambia volto e si fa in tre: giochi per famiglie, itinerari per adulti, teatro per tutti alla ricerca di nuove modalità comunicative e di nuovi contenuti dentro e fuori dalle sale dei musei.

Infine, arriviamo al 2023: il famigerato anno della “Capitale Italiana della Cultura Bergamo-Brescia”, in cui il nostro impegno divulgativo è letteralmente esploso tanto da richiedere un’articolazione più complessa delle attività a calendario con cui presentarci e comunicarci all’esterno.

“Un Museo al mese” si è di nuovo trasformato, ha ritrovato una sua dimensione specifica all’interno di un programma diversificato: nella sua terza vita guarda alle famiglie ma offrendo un unico percorso per grandi e piccoli insieme.

Famiglie all’opera, Museo Donizettiano  ©Museo delle storie di Bergamo

All’inizio temevo che le attività avrebbero finito con il ridurre gli adulti a semplici spettatori al seguito dei bambini. Mi sono dunque impegnata per trovare delle soluzioni in cui fosse richiesto il contributo di tutti, in cui ognuno, con le proprie competenze e abilità fosse chiamato a fare la sua parte.

Seguendo questa linea, fatte salve rare eccezioni, ho avuto la piacevole sorpresa di trovare negli adulti molta complicità unita al desiderio di partecipare attivamente a queste esperienze, assolutamente come qualsiasi altra occasione di “divertimento” condivisa con i loro figli o nipoti.

La cultura si rivela in questo senso capace di creare ponti tra generazioni, dialogo tra luoghi, memoria e persone, un dialogo vivo e sempre diverso che ci stimola a trovare sempre nuovi modi per entrare in relazione con chi viene in visita intercettando anche sollecitazioni dall’esterno.

Una novità di quest’anno è stata, ad esempio, inserire nel nostro calendario una festività che ormai ha invaso le strade delle nostre città e “invasato” i bambini di tutte le età, come un secondo Carnevale d’autunno.

Famiglie all’opera, Museo Donizettiano  ©Museo delle storie di Bergamo

Sto proprio parlando di Halloween! Come legarlo alla storia di Bergamo, di ascendenze sì celtiche ma lontanissima dalle reinterpretazioni splatter statunitensi?

La formula è semplice: trovare un nesso, declinare il momento di festa con specifici riferimenti a storie locali assolutamente documentate e filtrarle attraverso la magia del teatro.

Per la notte del 31 ottobre un fantasma si è impossessato del povero custode del Museo del Cinquecento a Palazzo del Podestà e ha chiesto aiuto ai presenti per liberarlo da una terribile maledizione. Certo, il pretesto è un po’ scontato, ma il fantasma non è una qualunque macchietta in costume, ma Lanfranco de’ Suardis, il figlio primogenito di Gentilino, che costruì la parte trecentesca dello splendido edificio.

Anche una festività più tradizionale come il Natale ovviamente ci chiama in causa: in dicembre siamo al Museo dell’Ottocento presso la Rocca di Bergamo.

Il tema è la fotografia: vengono messi a confronto alcuni scatti portati da casa dai partecipanti con la ritrattistica garibaldina per riflettere sui tanti significati che un’immagine può veicolare, sulla sua funzione documentaria tra ricordo personale e memoria collettiva. La realizzazione di una speciale carte de visite da appendere sull’albero di Natale è un modo gioioso per terminare il percorso, entrare nelle case dei nostri ospiti e “conciarli per le feste”.

museodellestorie.bergamo.it  ©Museo delle storie di Bergamo

Attraverso il gioco, nelle sue infinite declinazioni e potenzialità espressive, togliamo polvere all’idea preconcetta di storia, la riportiamo al presente, le restituiamo il suo valore identitario, ma sempre con il massimo rigore scientifico.

Fausta Bettoni
Ha iniziato a collaborare con il Museo delle storie di Bergamo più di dieci anni fa come operatrice museale. Oggi si occupa delle attività per adulti, famiglie e gruppi e fa parte dello staff dei Servizi educativi. È stata per lei una vera scommessa: un interesse, poi un lento innamoramento, infine una passione. Senza, è impossibile fare questo lavoro.

(Aggiornato al 20 dicembre 2023)