{"id":2219,"date":"2023-02-08T17:40:34","date_gmt":"2023-02-08T15:40:34","guid":{"rendered":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/?p=2219"},"modified":"2023-02-08T17:40:34","modified_gmt":"2023-02-08T15:40:34","slug":"fare-storia-con-i-mattoncini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/pop-culture\/fare-storia-con-i-mattoncini\/","title":{"rendered":"Fare storia con i mattoncini"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2221\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale-300x225.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale-768x576.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/1.-Grande-Guerra_generale.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Grande Guerra. L\u2019assalto, Francesco Cutolo, @instagram no_bricks_land<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Grande Guerra<\/strong>. <strong>L&#8217;assalto.<\/strong><br>L\u2019assalto contro la trincea nemica era preceduto dai bombardamenti di artiglieria, per annichilire le difese e logorare gli avversari. Prima dell\u2019azione, la truppa riceveva beni di conforto (alcolici) e compagnie \u201ctagliafili\u201d erano inviate nella \u201cterra di nessuno\u201d, per tentare di aprire varchi nei reticolati. In seguito, i fanti, guidati dagli ufficiali inferiori, abbandonavano la trincea di partenza e si lanciavano all\u2019attacco della posizione nemica. L\u2019attraversamento della \u201cterra di nessuno\u201d avveniva allo scoperto, sotto il fuoco di fucili, bombe e mitragliatrici avversari. Sul fronte italiano, l\u2019avanzata era complicata dal terreno montuoso. Spesso, l\u2019azione degli attaccanti si esauriva ai reticolati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tecnic<\/strong>a<br>Il diorama si richiama alle trincee e alle postazioni negli Altipiani veneti e trentini. Per rendere l\u2019idea di un ambiente montano, lo scenario \u00e8 stato disposto su tre livelli, cosa che ha reso necessario l\u2019impiego di numerosi pezzi, sia originali sia compatibili (<em>Bluebrixx <\/em>e <em>Biobuddi<\/em>). Sono poi presenti parti <em>custom<\/em>, acquistate da aziende specializzate o realizzate artigianalmente. Questi pezzi ricreano elementi bellici altrimenti non disponibili: le minifigure dei soldati, armi, vestiario militare e oggetti di vario uso (sacchi di sabbia, pinze tagliafili, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"560\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica-1024x560.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2222\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica-1024x560.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica-300x164.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica-768x420.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica-1536x840.jpg 1536w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/7.-deportazione-prov-lubiana-panoramica.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I rastrellamenti nella Slovenia occupata dall\u2019Italia fascista, Stefano Bartolini,&nbsp; @instagram bulow_brick_commander<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I rastrellamenti nella Slovenia occupata dall&#8217;Italia fascista<\/strong><br>Dopo l\u2019invasione e la sconfitta della Jugoslavia da parte delle forze dell\u2019Asse il 6 aprile 1941 lo stato balcanico veniva occupato e smembrato. L\u2019Italia fascista annetteva direttamente buona parte della Dalmazia e circa met\u00e0 della Slovenia creando la provincia di Lubiana. Il governo dei nuovi territori prosegu\u00ec all\u2019insegna del razzismo antislavo che gi\u00e0 aveva caratterizzato le politiche nei territori del confine orientale (Trieste, Gorizia, Pola, Fiume), che prevedeva anche un\u2019attivit\u00e0 di tipo coloniale, la \u201cbonifica etnica\u201d, per sostituire la popolazione autoctona con popolazione italiana. Il precoce insorgere di un movimento resistenziale tra le popolazioni dei territori occupati caus\u00f2 l\u2019unione fra le azioni antipartigiane e le politiche di bonifica, con arresti di massa e deportazioni in campi di concentramento, come quelli di Arbe, Gonars e Renicci di Anghiari. Il diorama ricostruisce un rastrellamento degli uomini abili nella provincia di Lubiana da parte delle truppe italiane nel 1942.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"763\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion-1024x763.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2223\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion-1024x763.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion-300x224.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion-768x572.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion-1536x1144.jpg 1536w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/8.-deportazione-camion.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I rastrellamenti nella Slovenia occupata dall\u2019Italia fascista (dettaglio), Stefano Bartolini, @instagram bulow_brick_commander<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tecnica<\/strong><br>Il diorama \u00e8 stato realizzato con pezzi Lego originali e con pezzi prodotti da Bluebrixx. Sono state utilizzate anche <em>minifigures<\/em> Lego su cui sono stati stampati vestiti o divise da diverse aziende specializzate nella \u201ccustomizzazione\u201d (<em>third parts<\/em>). Sono stati anche utilizzati pezzi realizzati con stampe 3D lego compatibili (cappelli, elmetti, armi, mantello, braccia spaventapasseri). La motocicletta \u00e8 stata dipinta a mano. Il tetto in paglia \u00e8 stato costruito utilizzando il plate round Lego n. 35480 in colore dark tan. Il camion militare italiano Lancia 3Ro \u00e8 stato interamente progettato e realizzato dall\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"972\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica-1024x972.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2224\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica-1024x972.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica-300x285.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica-768x729.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica-1536x1458.jpg 1536w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/9.-G8-panoramica.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">G8 di Genova, 19-22 luglio 2001, Stefano Bartolini, @instagram bulow_brick_commander<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>G8 di Genova<\/strong><br>A cavallo tra XX e XXI secolo i summit internazionali delle istituzioni economiche e finanziarie e dei capi di stato divennero l\u2019obiettivo privilegiato di un movimento inter e transnazionale variamente definito (altermondista, no global, ecc.) la cui data di nascita viene fatta canonicamente risalire alla protesta contro il vertice del WTO a Seattle alla fine 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019incontro del G8 (gli otto paesi pi\u00f9 industrializzati del mondo) a Genova non fece eccezione e la citt\u00e0 divenne punto di raduno per attivisti e attiviste provenienti da numerosi paesi intenzionati a manifestare contro le politiche neoliberiste. Lo stato italiano mise in atto una feroce repressione, con una vera e propria sospensione dello stato di diritto, nei confronti di chi manifestava. Durante la \u201cmattanza\u201d di Genova le forze dell\u2019ordine attaccarono deliberatamente e ripetutamente i\/le manifestanti per pi\u00f9 giorni e senza motivazioni, compiendo numerosi pestaggi e arresti. Alla fine si conter\u00e0 anche un morto, Carlo Giuliani, ucciso con un colpo di pistola sparato da un carabiniere. Tristemente note saranno anche l\u2019assalto alla scuola Diaz \u2013 dove gruppi di manifestanti dormivano \u2013 e alla sede di Indymedia e le torture della caserma di Bolzaneto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2225\" width=\"965\" height=\"643\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica-300x200.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica-768x512.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/01\/10.-G8-carica.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 965px) 100vw, 965px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">G8 di Genova, 19-22 luglio 2001 (particolare), Stefano Bartolini, @instagram bulow_brick_commander<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tecnica<\/strong><br>Il diorama ricostruisce una delle numerose cariche delle forze dell\u2019ordine. Si riconoscono le tre principali forze di polizia impiegate (carabinieri, polizia, guardia di finanza). Alcuni dei manifestanti sono dotati di strumenti di difesa autoprodotti. Sono stati utilizzati: pezzi Lego originali e pezzi prodotti da Bluebrixx; <em>minifigures<\/em> Lego su cui sono stati stampati vestiti o divise da diverse aziende specializzate nella \u201ccustomizzazione\u201d (<em>third parts<\/em>); pezzi realizzati con stampe 3D lego compatibili. Il tetto \u00e8 stato realizzato con un incastro parziale di tile 2&#215;1 (pezzo n. 3069b, colori medium nougat e dark orange) su plate 8&#215;16 (n. 92438 colore dark bluish gray) fissati all&#8217;edificio con elementi della categoria hinge (3937 e 6134). La saracinesca \u00e8 stata realizzata con tile modified (2412 colore dark bluish gray).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stefano Bartolini<\/strong><br>\u0116 direttore della Fondazione Valore Lavoro e della rivista <em>Farestoria<\/em>. <em>Societ\u00e0 e storia pubblica<\/em>. Responsabile del Centro di documentazione archivio storico CGIL toscana, coordina il gruppo sulla <em>Labour Public History<\/em> dell\u2019Associazione italiana di <em>Public History<\/em> e collabora alle attivit\u00e0 dell\u2019Associazione italiana di storia orale, della Societ\u00e0 italiana di storia del lavoro e della rivista <em>Il De Martino. Storie, voci, suoni<\/em>. In passato si \u00e8 occupato di storia del fascismo, del nazionalismo, del razzismo, della Shoah e della Jugoslavia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Francesco Cutolo<\/strong><br>\u0116 docente all\u2019Universit\u00e0 di Pisa e cultore della materia in Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Firenze. \u00c8 membro del direttivo e ricercatore dell\u2019Istituto storico della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0 contemporanea di Pistoia, per cui svolge attivit\u00e0 di divulgazione storica e di <em>Public History<\/em>. \u00c8 fondatore del progetto <em>Italian BrickHistory.<\/em> La sua ricerca si concentra sulla storia sociale, culturale e militare del primo Novecento, con particolare interesse per la prima guerra mondiale, la pandemia di influenza spagnola e lo studio delle scritture popolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Aggiornato al 9 febbraio 2023)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Lego possono essere un efficace strumento per raccontare la storia, tanto che \u00e8 stata coniata l\u2019espressione \u201cLego History\u201d. 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