{"id":4286,"date":"2025-09-29T14:47:27","date_gmt":"2025-09-29T12:47:27","guid":{"rendered":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/?p=4286"},"modified":"2025-09-29T14:47:27","modified_gmt":"2025-09-29T12:47:27","slug":"le-comunita-fluviali-e-il-caso-di-borgo-sacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/storie-di-qui\/le-comunita-fluviali-e-il-caso-di-borgo-sacco\/","title":{"rendered":"Le comunit\u00e0 fluviali e il caso di Borgo Sacco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per millenni i fiumi sono stati vitali arterie pulsanti non solo per flora e fauna ma anche per la specie umana. Le pi\u00f9 fiorenti civilt\u00e0 al mondo sono nate lungo grandi corsi d\u2019acqua e nessuna strada \u00e8 mai riuscita a competere con la praticit\u00e0, la velocit\u00e0 e la capacit\u00e0 di carico del trasporto fluviale. Fino alla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, anche nella nostra regione il paesaggio, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, era molto diverso dall\u2019attuale ed era dominato dalla presenza dell\u2019Adige.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"799\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-5-dimensioni-grandi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4288\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La citt\u00e0 di Trento vista da nord, autore ignoto, litografia, Fondazione Museo Civico di Rovereto (PIN 2049)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ruotava attorno al grande fiume: l\u2019economia, la societ\u00e0, la politica e persino, a volte, la spiritualit\u00e0. Il fiume era un luogo di lavoro e di commercio ma anche ricreativo, di ritrovo e di riposo. Le sue sponde, in prossimit\u00e0 di piccoli e grandi centri abitati, erano rumorose e dense di vita sociale. Zattere, traghetti, barche commerciali, piccole imbarcazioni da pesca e piroghe animavano le acque atesine percorrendo il fiume, in certi casi, anche in risalita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"998\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-4-dimensioni-grandi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4289\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Porto di Villa Lagarina sul fiume Adige, 1845, Eduard Gurk, Acquerello su carta, Palazzo Guerrieri-Gonzaga, Villa Lagarina (TN)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la costruzione della ferrovia, la rettifica del corso dell\u2019Adige messa in atto in territorio austriaco e con la costruzione dei ponti, il panorama cambi\u00f2 radicalmente. Il fiume, un tempo temuto e adorato al tempo stesso, fonte di ricchezza e, a volte, di disgrazia, diventa solo un ostacolo facile da superare su uno dei numerosi ponti che l\u2019attraversano. La sua presenza passa ora quasi inosservata e nel tempo sono scomparsi anche i punti di comodo accesso alle sue rive e alle sue spiagge, che oggi appaiono frequentate solo da aironi, germani reali, cormorani e martin pescatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gente che un tempo viveva lungo il suo corso diede vita a delle vere e proprie comunit\u00e0 fluviali organizzate per sfruttarne al massimo le risorse. Un esempio fra tutti \u00e8 la Comunit\u00e0 di Sacco, attuale quartiere di Rovereto ma borgo comunale a s\u00e9 stante fino al 1810.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1976, in occasione di scavi pubblici, emersero evidenti tracce di un insediamento dell\u2019et\u00e0 del Bronzo posto su un piccolo rilievo bagnato dalle acque dell\u2019Adige, il Colle Ameno, pi\u00f9 conosciuto nella letteratura archeologica come Dosso Alto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1364\" height=\"624\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-3b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4290\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ricostruzione del paesaggio durante l\u2019et\u00e0 del Bronzo a Borgo Sacco di Rovereto (a cura di Stefano Benedetti)\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019importanza di questo sito, databile all\u2019et\u00e0 del Bronzo e quindi al II millennio a.C., si deduce anche dalla sua particolare posizione strategica. L\u2019abitato aveva infatti accesso diretto alle rive del fiume ma era al sicuro dalle alluvioni grazie alla posizione leggermente sopraelevata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2040\" height=\"937\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-3a.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4291\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ricostruzione del paesaggio durante l\u2019et\u00e0 del Bronzo a Borgo Sacco di Rovereto (a cura di Stefano Benedetti)\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Adige in questo punto \u00e8 costretto tra due alti morfologici e, prima delle rettifiche ottocentesche, doveva essere uno dei punti pi\u00f9 stretti di tutto il tratto navigabile, ossia da Bronzolo (BZ) fino al mare. Sulle basse alture della sponda opposta sorgeva un villaggio coevo dove oggi sono visibili i ruderi di Castel Pradaglia. Non sembra essere una mera coincidenza il fatto che coesistessero due insediamenti a brevissima distanza l\u2019uno dall\u2019altro, separati da un tratto molto stretto del fiume e quindi di pi\u00f9 facile attraversamento e di controllo sulla viabilit\u00e0 fluviale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"851\" height=\"867\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4292\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Posizione dei due villaggi dell\u2019et\u00e0 del Bronzo a controllo del fiume Adige: Castel Pradaglia (in alto) e Colle Ameno di Borgo Sacco (in basso). Immagine rielaborata da Google Earth.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I terrazzi di Cornal\u00e8, posti sull\u2019altra riva dell\u2019Adige, hanno restituito testimonianze riferibili ad abitati pi\u00f9 antichi, databili tra il Neolitico Medio e l\u2019et\u00e0 del Rame (IV-III millennio a.C.) e, dal gi\u00e0 menzionato sito di Castel Pradaglia provengono anche reperti databili all\u2019et\u00e0 del Ferro. A breve distanza, per l\u2019epoca romana, si evidenzia la presenza della villa romana di Isera, la cui struttura \u00e8 stata costruita in posizione rilevata a brevissima distanza dallo stesso restringimento fluviale. Tracce di frequentazione di epoca romana emergono anche negli strati pi\u00f9 recenti dello stesso Colle Ameno e una grande stele funeraria databile tra il I e il II secolo d.C. \u00e8 stata rinvenuta a breve distanza, accanto alla strada odierna che conduce al centro di Rovereto e che ricalca un\u2019antica via di comunicazione tra la cittadina e lo scalo portuale di Sacco. Poco pi\u00f9 a sud, sempre in sinistra Adige, nel corso di recenti scavi in localit\u00e0 Navicello, \u00e8 stato individuato un complesso databile tra il II e il IV secolo d.C. riferibile a un magazzino per lo stoccaggio e l\u2019elaborazione di derrate alimentari certamente legato a un vicino scalo fluviale, vista la posizione limitrofa del fiume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia di questa localit\u00e0 si fa ancora pi\u00f9 interessante nel Medioevo e nei secoli immediatamente successivi, quando appare sempre pi\u00f9 evidente il ruolo centrale che svolge il villaggio di Sacco nel controllo della navigazione e dei commerci e nella riscossione dei dazi lungo l\u2019Adige, spesso in stretto rapporto, come sembra di intuire anche per l\u2019epoca preistorica, con Castel Pradaglia, che torreggiava sull\u2019altra sponda del fiume. Nel Quattrocento il porto di Sacco, prima compreso all\u2019interno dei feudi dei Castelbarco, cade sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che aveva sempre avuto mire sul controllo della navigazione sull\u2019Adige. Nel 1584 gli Asburgo d\u2019Austria concedono agli abitanti di Sacco il monopolio dei trasporti sull\u2019Adige tra Bronzolo e Verona, andando solo a confermare, in realt\u00e0, uno status quo che durava da molto tempo, un privilegio poi rinnovato nei secoli successivi e rimasto ufficialmente in vigore fino al 1806.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2942\" height=\"1776\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/09\/Fig-2-da-usare-anche-come-COPERTINA.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4293\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Porto di Sacco nel 1827, in riva al fiume si vede ormeggiata una grande zattera carica di merci (dipinto su legno, Famiglia Bossi Fedrigotti)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il corso dell\u2019Adige era costellato di altre piccole e grandi comunit\u00e0 fluviali a partire da citt\u00e0 come Trento e Verona per arrivare a chi gestiva i traghetti per l\u2019attraversamento del fiume o i porti minori, dove si accumulava e preparava il legname proveniente dalle valli laterali per la spedizione verso la pianura Padana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Maurizio Battisti<\/strong><br>Responsabile della sezione Archeologia presso la Fondazione Museo Civico di Rovereto, curatore della mostra temporanea \u201cGente di fiume. Millenni di storia sulle rive dell\u2019Adige\u201d (Museo della Citt\u00e0, Rovereto, 4 marzo &#8211; 11 giugno 2023).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Aggiornato al 30 settembre 2025)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fiumi sono sempre stati arterie vitali per tutta la biosfera, umanit\u00e0 compresa. L&#8217;Adige, in particolare, ha dominato per secoli il paesaggio e la vita della nostra regione. 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