{"id":4513,"date":"2026-01-14T10:47:32","date_gmt":"2026-01-14T08:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/?p=4513"},"modified":"2026-01-14T10:47:33","modified_gmt":"2026-01-14T08:47:33","slug":"dite-cheeeeese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/topic\/dite-cheeeeese\/","title":{"rendered":"\u201cDite cheeeeese!\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luigi XIV fu l\u2019uomo pi\u00f9 potente del suo tempo, eppure non si fece mai ritrarre sorridente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1013\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-1-dimensioni-grandi-1-1024x1013.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4514\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-1-dimensioni-grandi-1-1024x1013.jpeg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-1-dimensioni-grandi-1-300x297.jpeg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-1-dimensioni-grandi-1-768x760.jpeg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-1-dimensioni-grandi-1.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Luigi XIV<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">George Washington scacci\u00f2 gli inglesi da un continente, fond\u00f2 una superpotenza e diede il suo nome a uno Stato e a una serie di citt\u00e0, ma nemmeno lui pass\u00f2 alla storia in immagini ridenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"843\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2-843x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4515\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2-843x1024.jpg 843w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2-247x300.jpg 247w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2-768x932.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2-1265x1536.jpg 1265w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-2.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 843px) 100vw, 843px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">George Washington<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come quasi tutti gli esseri umani di tutte le epoche, due degli uomini a cui sono state innalzate pi\u00f9 statue nella storia, quando ridevano non erano un gran bel vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carie, tartaro, piorrea, avitaminosi e gli innumerevoli traumi della vita hanno fatto s\u00ec che una dentatura completa fosse, per la quasi totalit\u00e0 del genere umano nella sua storia, un\u2019eccezione pi\u00f9 che la regola. E i rimedi erano spesso pi\u00f9 antiestetici del male: il re Sole era tormentato dagli ascessi e in pubblico si presentava con posticce protesi d\u2019avorio per riempire i buchi tra le gengive, mentre il padre degli Stati Uniti portava una vistosa dentiera in osso di ippopotamo (che fosse in legno \u00e8 una leggenda). E questo era il massimo che si potessero permettere i potenti del tempo.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"740\" height=\"592\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4518\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-5.jpg 740w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-5-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La \u201cDentiera di Washington\u201d, un falso in legno che venne esposto in varie citt\u00e0 USA agli inizi del Novecento spacciandolo per la protesi del presidente.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, a partire dalla met\u00e0 del diciannovesimo secolo, la fotografia porta la riproduzione del reale nelle immagini e nell\u2019immaginario pubblici e le tele dei pittori condiscendenti sono sostituite dalle lastre d\u2019argento, la situazione va peggiorando: le bocche semivuote si presentano flosce davanti agli obiettivi, e mentre le signore dell\u2019alta societ\u00e0 posano con velette e ventagli a coprirsi il volto, gli uomini si fanno crescere baffi spioventi sulle labbra. La borghesia europea in ascesa che posa per i ritratti di famiglia, a imitazione dei quadri delle <em>\u00e9lite,<\/em> si presenta agli obiettivi seriosa e quasi cupa: un po\u2019 per la solennit\u00e0 del momento, un po\u2019 perch\u00e9 la situazione odontoiatrica di molti \u00e8 tutt\u2019altro che mostrabile. La necessit\u00e0 si fa regola e, nella prima fase della sua storia, quello della ritrattistica meccanizzata \u00e8 un mondo tremendamente serio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la fotografia diviene il metro della realt\u00e0 accompagnando le notizie dei giornali solo chi viene colto di sorpresa dalla macchina fotografica lascia ai posteri l\u2019immagine dell\u2019interno della propria bocca, spesso con risultati imbarazzanti. A volte, come nelle fotografie dei criminali, il degrado orale viene mostrato, quasi fosse un simbolo di quello morale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come in tutte le tradizioni, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che a un certo punto spezza il tab\u00f9, e un sorriso \u201ca trentadue denti\u201d popola per la prima volta le pagine dei giornali di tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"738\" height=\"900\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4516\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-3.jpg 738w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-3-246x300.jpg 246w\" sizes=\"auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Theodore Roosevelt<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fonti non concordano su una data univoca, ma gli indizi suggeriscono che si tratti dell\u2019autunno 1912. Negli Stati Uniti \u00e8 in corso la campagna elettorale per l\u2019elezione del ventottesimo presidente. Accanto ai due partiti tradizionali, repubblicani e democratici, si presenta col suo Partito Progressista (<em>Progressive Party, <\/em>detto anche Bull Moose Party, il partito dell\u2019 \u201calce maschio\u201d) una vecchia volpe della politica a stelle e strisce, Theodore Roosevelt. Gi\u00e0 presidente per i repubblicani tra il 1901 e il 1909, Roosevelt, molto amato, tiene fede alla promessa di non candidarsi per un terzo mandato e appoggia William H. Taft, che gli succeder\u00e0. Deluso da Taft, rompe gli indugi e prova a candidarsi contro di lui nel 1912. Nonostante il successo alle primarie i repubblicani non lo candidano e cos\u00ec Theodore Roosevelt decide di fondare un nuovo partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Energico, estroso ai limiti del caricaturale, Roosevelt \u00e8 un interventista in economia, un primattore in politica estera e un uomo che coltiva la propria immagine con l\u2019elettorato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per lanciare la sua campagna sceglie un\u2019immagine che segni una rottura com il paludato establishment di Washington, e la scelta cade su un ritratto fotografico \u201crubato\u201d durante un incontro pubblico in cui lo si vede letteralmente esplodere in una grassa risata a bocca aperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019immagine che al contempo trasmette vigore giovanile &#8211; una sana dentatura \u00e8 appunto legata all\u2019immagine della giovent\u00f9 &#8211; e vicinanza nei confronti del proprio elettorato, non prendendosi sul serio. <em>Smiling President <\/em>lo soprannominano i giornali del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno <em>smile <\/em>non tutto merito suo, in realt\u00e0: Theodore Roosevelt perde tre denti durante una scazzottata giovanile e quella che sfoggia \u00e8 una chiostra almeno in buona parte ricostruita, ma l\u2019effetto \u00e8 decisamente convincente. Efficace, diretto, il sorriso di Theodore Roosevelt caratterizza la campagna del 1912 e rivoluziona la comunicazione politica: da allora in poi la politica, in America e poi nel resto del mondo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 appannaggio di sorrisi smaglianti, magari forzati o addirittura falsi, ma odontoiatricamente perfetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo progressivo cambio nei costumi e nell\u2019immaginario contamina l\u2019intera societ\u00e0: in America prima e poi nel resto del mondo, il dentista, come professione, si stacca dalla turpe fama del \u201ccavadenti\u201d con le tenaglie, strumento che lo accomuna al maniscalco, per mettersi il camice e diventare una professione medica, di cura e di estetica. L\u2019inizio di un nuovo modo di affrontare la vita, la stessa immagine della sorridente \u201camerican way of life\u201d, passa anche dall\u2019odontoiatria di massa. E la fotografia, seguendo questo corso, si inventer\u00e0 addirittura un modo per far mostrare i denti dei propri soggetti, inaugurando gli scatti del \u201csay cheeeeese\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma siamo gi\u00e0, per una buona parte dell\u2019umanit\u00e0, ben oltre la seconda guerra mondiale. In quella elezione infuocata non basteranno i denti di Teddy a spezzare il duopolio partitico americano: nel 1912 vince Woodrow Wilson, democratico, anche grazie alla spaccatura nell\u2019elettorato repubblicano portata dal <em>Bull Moose Party.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"711\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4517\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-4.jpg 512w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/01\/immagine-4-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Woodrow Wilson<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ironia della sorte, durante il rinfresco per il suo insediamento Wilson viene fotografato di sfuggita mentre accenna un sorriso verso l\u2019obiettivo: denti macchiati, irregolari; lavori odontoiatrici decisamente approssimativi. Theodore Roosevelt,<em> the smiling president,<\/em> il primo politico \u201ca bocca aperta\u201d della storia, viene sconfitto da uno dei sorrisi meno accattivanti tra i presidenti del Ventesimo Secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Aggiornato al 15 gennaio 2026)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per secoli, nei ritratti ufficiali, i potenti del mondo vengono riprodotti con espressioni serie. Un po\u2019 per comunicare solennit\u00e0, un po\u2019 per il precario stato delle dentature. Con l\u2019avvento della fotografia le cose non cambiano, fino a quando alcuni \u201cpionieri\u201d cominciano a fare del sorriso un punto di forza. 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