{"id":4910,"date":"2026-10-07T10:02:45","date_gmt":"2026-10-07T08:02:45","guid":{"rendered":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/?p=4910"},"modified":"2026-10-07T10:02:45","modified_gmt":"2026-10-07T08:02:45","slug":"quel-5-settembre-1946","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/strumenti\/quel-5-settembre-1946\/","title":{"rendered":"Quel 5 settembre 1946"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPrendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, \u00e8 contro di me: e soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa considerare come imputato \u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con queste parole Alcide De Gasperi, Primo ministro e Ministro degli esteri della neonata Repubblica Italiana prese la parola il 10 agosto 1946 davanti ai delegati dei paesi vincitori della seconda guerra mondiale durante la Conferenza di pace di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato di quella Conferenza di pace fu in linea con la situazione di partenza perfettamente inquadrata da De Gasperi. L\u2019Italia perse tutte le colonie (anche se la Somalia rester\u00e0 sotto Amministrazione fiduciaria italiana sino al 1960), l\u2019Istria e Fiume, mentre Trieste era sotto amministrazione fiduciaria anglo-americana (vi sarebbe rimasta sino al 1954).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veniva per\u00f2 confermato il confine al Brennero e quindi la sovranit\u00e0 italiana sulla Provincia di Bolzano, abitata in maggioranza da popolazione di lingua tedesca. Quel confine era stato tracciato dopo la Grande Guerra, con il trattato Saint Germain-en-Laye <strong><\/strong>(10 settembre 1919).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"654\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.-Confine-al-Brennero-dimensioni-grandi-1024x654.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4915\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.-Confine-al-Brennero-dimensioni-grandi-1024x654.jpeg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.-Confine-al-Brennero-dimensioni-grandi-767x490.jpeg 767w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.-Confine-al-Brennero-dimensioni-grandi-300x192.jpeg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/7.-Confine-al-Brennero-dimensioni-grandi.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Re d\u2019Italia Vittorio Emanuele III al Brennero 13 ottobre 1921. Fonte: Fondazione Museo storico del Trentino.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre anni dopo, con l\u2019ascesa del regime fascista, la popolazione germanofona aveva iniziato a subire politiche di \u201citalianizzazione\u201d forzata: esclusione dai pubblici impieghi, trasferimento sul proprio territorio di pubblici dipendenti e operai di lingua italiana (Bolzano pass\u00f2 da 20.000 abitanti nel 1919 a 60.000 nel 1939), italianizzazione di toponimi e nomi di famiglia, divieto dell\u2019insegnamento della lingua tedesca a scuola e del suo utilizzo sulla stampa (esclusa quella ecclesiastica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1939 con gli accordi Mussolini-Hitler, la popolazione altoatesina\/sudtirolese e trentina di lingua tedesca (ma anche ladina, cimbra e mochena) venne posta di fronte ad una scelta drammatica, ad un vero e proprio ricatto: prendere la cittadinanza del Reich di Hitler e lasciare la propria terra oppure rassegnarsi alla completa italianizzazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"702\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/13.Opzioni-dimensioni-grandi-1024x702.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4914\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/13.Opzioni-dimensioni-grandi-1024x702.jpeg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/13.Opzioni-dimensioni-grandi-767x526.jpeg 767w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/13.Opzioni-dimensioni-grandi-300x206.jpeg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/13.Opzioni-dimensioni-grandi.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cartolina di propaganda nazista del 1939 per le \u201cOpzioni\u201d, per invitare a prendere la cittadinanza tedesca. Fonte: Fondazione Museo storico del Trentino.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu un momento drammatico che spacc\u00f2 le comunit\u00e0 e le famiglie. Entro il 31 dicembre 1940 l\u201986% della popolazione in questione (circa 200.000 persone) opt\u00f2 per la cittadinanza tedesca, ben 77.000 tra loro lasciarono effettivamente la propria terra, tutti i maschi adulti atti alle armi che avevano preso la cittadinanza tedesca vennero arruolati nell\u2019esercito del regime nazista. Molti di loro proprio con la divisa tedesca indosso avrebbero partecipato all\u2019invasione dell\u2019Italia l\u20198 settembre 1943.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 10 settembre 1943 sino alla liberazione ai primi di maggio 1945 le province di Bolzano, Trento e Belluno vennero di fatto incorporate nella Germania nazista in quanto dichiarate Zona d\u2019operazione delle Prealpi (Alpenvorland).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"953\" height=\"912\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/14.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4913\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/14.png 953w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/14-767x734.png 767w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/14-300x287.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 953px) 100vw, 953px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il territorio dell\u2019Italia occupata dai nazifascisti e l\u2019Alpenvorland. Fonte: Wikepedia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In provincia di Bolzano vi furono due piccoli movimenti di Resistenza: il Comitato di Liberazione Nazionale di lingua italiana e l\u2019Andreas Hofer Bund di lingua tedesca, ma non riuscirono a collaborare n\u00e9 durante la guerra n\u00e9 nel periodo successivo alla liberazione. A dividerli era il destino di quel territorio che la Resistenza italiana rivendicava per il proprio paese e l\u2019Andreas Hofer Bund chiedeva fosse ricongiunto ad un Austria tornata indipendente (era stata incorporata nel 1938 nella Germania nazista).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al termine del conflitto mondiale l\u2019Austria torn\u00f2 effettivamente ad esistere come Repubblica federale ma fino al 1955 fu uno stato a sovranit\u00e0 limitata (privo della possibilit\u00e0 di agire in politica estera) e occupato da truppe statunitensi, inglesi, francesi e sovietiche. Furono questa condizione e le decisioni delle grandi potenze a favorire l\u2019Italia, vanificando le richieste austriache e della popolazione di lingua tedesca altoatesina\/sudtirolese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su queste premesse si arriv\u00f2 all\u2019accordo sottoscritto a Parigi il 5 settembre 1946 da Alcide De Gasperi e dal ministro degli esteri austriaco Karl Gruber. Con quell\u2019accordo l\u2019Italia si impegn\u00f2 a comportarsi con la popolazione di lingua tedesca come un paese realmente democratico: garant\u00ec l\u2019insegnamento primario e secondario nella lingua madre, l\u2019uso del tedesco su una base di parit\u00e0 con l\u2019italiano nella pubblica amministrazione e nella topografia, l\u2019eguaglianza nell\u2019ammissione ai pubblici uffici e \u201cun potere esecutivo e legislativo autonomo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"634\" src=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-1024x634.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4912\" srcset=\"https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-1024x634.jpg 1024w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-300x185.jpg 300w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-768x475.jpg 768w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-2048x1267.jpg 2048w, https:\/\/hl.museostorico.it\/historylabmagazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/18.-Accordo-ge-gasperi-gruber-1536x950.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il testo dell\u2019accordo di Parigi tra Repubblica italiana e Repubblica austriaca del 5 settembre 1946.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019ultimo impegno verr\u00e0 applicato concedendo l\u2019autonomia alla Regione Trentino\/Alto Adige- S\u00fcdtirol, quindi anche alla Provincia di Trento, in modo da garantire la maggioranza alla popolazione di lingua italiana. Una scelta che avrebbe portato alle tensioni successive alla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta, sino al fallimento della Regione stessa e ad un nuovo statuto di autonomia nel 1972.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo non deve far dimenticare i grandi meriti di quell\u2019accordo del 5 settembre 1946. In quegli anni la pulizia etnica era una pratica largamente diffusa: circa 10 milioni di tedeschi stavano venendo espulsi dall\u2019Europa centro-orientale, nel 1947 vi sarebbe stato un esodo di 15 milioni di persone a causa della <em>partition<\/em> del subcontinente indiano tra India e Pakistan. Tra 1948 e 1949 circa 700.000 palestinesi sarebbero stati cacciati dalle proprie case dalla nascita di Israele. In altri casi un mix di oppressione, odi nazionali, ideologici o religiosi, paura e speranza spinse centinaia di migliaia di persone a lasciare la propria terra. \u00c8 il caso dei 250.000 istriani e dalmati di lingua italiana o della popolazione di religione ebraica di molti paesi arabi (circa 800.000 persone, ma provenienti da contesti e vicende molto diversi). In questo contesto drammatico l\u2019accordo De Gasperi-Gruber consent\u00ec agli altoatesini\/sudtirolesi che avevano optato per la cittadinanza tedesca nel 1939 di riavere quella italiana e consent\u00ec a 70.000 di loro di tornare alle proprie case.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante tutti i limiti che gli si possono attribuire l\u2019accordo De Gasperi-Gruber port\u00f2 la Repubblica italiana ad applicare un principio che ancora oggi appare rivoluzionario e che distingue le democrazie reali dai regimi basati sulla discriminazione etnica, nazionale e religiosa: avere la forza di fissare un confine non significa poter scacciare la popolazione che abita un territorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Aggiornato all\u20198 ottobre 2026)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 5 settembre 1946 il Primo ministro della Repubblica italiana Alcide De Gasperi e il Ministro degli esteri austriaco Karl Gruber firmano a Parigi un accordo inerente la condizione della popolazione altoatesina\/sudtirolese di lingua tedesca. 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