Questa panoramica sugli spazi espositivi dedicati allo sport in Italia e nel mondo è stata realizzata in seguito alla decisione della Fondazione Museo storico del Trentino di realizzare un ambizioso progetto espositivo triennale incentrato sull’Olimpismo e sulle discipline olimpiche e paralimpiche invernali, in vista dell’edizione dei Giochi del 2026. Tale progetto includeva la collaborazione con la Fondazione Milano Cortina e il Museo Olimpico di Losanna. Lo scopo era individuare modelli, strategie e suggerimenti da mettere in pratica.
Il Museo Olimpico di Losanna
Dedicato alla storia dei Giochi olimpici, sia antichi che moderni e inaugurato il 23 giugno 1993 sotto la presidenza del CIO, allora guidato dallo spagnolo Juan Antonio Samaranch, rappresenta la principale istituzione museale nel campo sportivo. Accoglie mediamente 200.000 visitatori all’anno ed è stato insignito del titolo di “Museo Europeo dell’anno” nel 1995.

Il museo è un centro dinamico che mira a perpetuare lo spirito olimpico nella vita quotidiana.
Fornisce molteplici attrazioni e servizi tra cui il percorso espositivo permanente, spazi interattivi per adulti e bambini, ospita mostre temporanee, eventi culturali e programmi di artisti in residenza.
Tale Museo valorizza le collezioni e gli archivi, utilizza un approccio multidisciplinare (lo sport si intreccia con la storia, la cultura, la sociologia, il design, la scienza, la tecnologia…), strategie immersive ed esperienziali e mostra grande attenzione all’apprendimento attivo, all’educazione e all’inclusività.

La rete dei Musei Olimpici (OMN)
Fondata nel 2006 la Rete dei Musei Olimpici (OMN) ha come obbiettivo quello di trovare modalità di collaborazione su progetti comuni. Negli ultimi diciassette anni, la rete ha contribuito al mercato delle acquisizioni e alla gestione di collezioni, scambi, coproduzioni, programmi educativi e pubblicazioni, attraendo oltre 1,5 milioni di visitatori all’anno.
È composta da trentasette musei Olimpici in tutto il mondo: tredici in Europa, uno in Africa, quindici in Asia, quattro in Nord America, tre in Sud America, uno in Australia. È interessante notare che nessuno dei musei dello sport italiani fa parte della rete dei Musei Olimpici.
Per entrare a far parte della rete OMN, è fondamentale soddisfare diverse condizioni, tra cui riservare il 25% del Museo al Movimento Olimpico.
Facendo riferimento ai siti istituzionali e ai materiali disponibili sulle diverse piattaforme social si può osservare che nei musei europei, il mix tra esperienze fisiche e virtuali appare più equilibrato rispetto ad alcune realtà asiatiche. Inoltre, negli Stati del Nord America e in Australia si dà maggiore rilevanza alle discipline sportive più diffuse a livello locale. Da segnalare l’U.S. Olympic & Paralympic Museum di Colorado Springs, USA, come unico museo dedicato alla celebrazione inclusiva e interattiva delle storie e delle esperienze degli atleti olimpici e paralimpici.
I Musei tematici (o specializzati)
Queste istituzioni si concentrano su un particolare club, squadra, atleta o disciplina, raccogliendo e presentando materiali, trofei, memorabilia e storie che celebrano l’identità e la storia di quel soggetto specifico. L’obiettivo è non solo preservare la memoria storica, ma anche coinvolgere i tifosi e i praticanti, creando un legame emotivo con la squadra o lo sport rappresentato. Ad esempio a Barcellona il Museo del Barcellona F.C. è sempre fra i siti museali più visitati della città con circa 1,5 milioni di visitatori all’anno (sono gli stessi numeri del Museo Picasso).
A Barcellona si trova anche un museo della rete OMN, il Joan Antoni Samaranch Olympic and Sport Museum, che attira circa 100.000 visitatori all’anno. Sebbene le strategie espositive utilizzate dai due spazi siano simili i numeri parlano chiaro.
I musei tematici con maggiori risorse puntano sulla tecnologia e sul coinvolgimento esperienziale e sono di proprietà dei club, gli altri puntano maggiormente sull’esposizione delle collezioni (Wimbledon Lawn Tennis Museum – Londra, National Baseball Hall of Fame and Museum – NY, Hockey hall of fame – Toronto).
I Musei dello sport in Italia
I musei dello sport in Italia sono quasi esclusivamente tematici. Secondo il sito MuseoItalia, per la maggior parte sono dedicati al ciclismo (20), al calcio (18), all’alpinismo (14) e all’automobilismo (9).
A parte alcune eccellenze (come il Museo Ferrari) le strategie espositive, intese come il modo in cui contenuti, oggetti e narrazioni vengono resi visibili, organizzati e comunicati in uno spazio, sono di tipo tradizionali e l’utilizzo della tecnologia è quasi del tutto assente.
Le Mostre temporanee (Parigi 2024)
A Parigi, i Giochi Olimpici hanno invaso i musei e influenzato numerosi spazi dedicati all’arte e alla cultura. Le principali istituzioni hanno rivisitato la loro programmazione, sviluppando progetti curatoriali specifici per l’occasione. Lo sport è stato messo in relazione con il design, la geopolitica, l’architettura e la moda. Dal punto di vista curatoriale ci sono molti progetti interessanti tra cui Olympisme: un historia du monde 1896-2024 (Palais de la Porte Dorée), Match. Design&Sport (Meséè du Luxembourg), Il était una fois les Stades (Cité de l’Architecture), Le corps un mouvement (Petit Palais), Spot24 L’Exposition Olympique (Sport et cultures urbaines).
Anche in quest’occasione le strategie allestitive messe in campo sono state comunque di tipo piuttosto tradizionale: pannelli informativi, titolazioni, didascalie, infografiche, statistiche timeline, video, schermi interattivi, e così via.
In questa panoramica il modello d’ispirazione per chi voglia cimentarsi nella narrazione dello sport in spazi espositivi rimane il Museo Olimpico di Losanna che unisce la valorizzazione di collezioni e archivi ad una ricerca continua sui linguaggi.
Daniele Ledda
Graphic designer, è il fondatore di XyComm, studio di progettazione grafica attivo dal 1992 e con sede a Milano. Lo studio vanta un’ampia esperienza nella progettazione e realizzazione di mostre, installazioni, identità visive, brand identity e design editoriale.
(Aggiornato al 30 giugno 2025)
