Si parla spesso di sport come attività inclusiva e rivolta a tutte e tutti. Ma è davvero così? Ci si interrogano, assieme ai loro ospiti, Luca Vettori e Arianna Scarnecchia, conduttori e ideatori del podcast Fuori dai giochi – gli spazi preclusi dello sport, prodotto da Altreconomia e disponibile su tutte le piattaforme di ascolto dal luglio 2024. Il podcast, pubblicato pochi giorni prima l’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024 e con lo sguardo già rivolto ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, esplora la complessità del mondo sportivo contemporaneo. In quattro episodi, vengono affrontati i rapporti contraddittori tra lo sport e temi cruciali come la questione di genere, il razzismo e le disabilità, mettendo in luce gli ostacoli di un sistema sportivo ancora fortemente elitario.
Attraverso interviste ad atleti, attivisti, professori e organizzatori sportivi, Scarnecchia e Vettori danno voce ad una serie di esperienze dirette che mettono in discussione l’inclusività dello sport; dalla maggiore privatizzazione e capitalizzazione dei grandi eventi sportivi, alle difficoltà nel coinvolgimento dei corpi femminili e dei corpi disabili, ad ancora il grande ostacolo della razializzazione (l’attribuzione di preconcetti e stereotipi razziali) degli spazi sportivi professionali. Le testimonianze degli ospiti permettono di confrontarsi con le conquiste che si è riusciti a raggiungere e le battaglie decennali che ancora attendono un lieto fine. Ai contributi diretti vengono affiancati materiali d’archivio, come documenti audio di storici interventi ai Giochi Olimpici, e una ricca bibliografia tematica, mediata da professori ed esperti che accompagnano la lettura delle problematiche alla luce di processi storici e sociali più ampi.
A fare da filo conduttore nel copione di questi episodi, da circa trenta minuti ciascuno, sono
due aspetti: l’accesso agli spazi e la rappresentazione dei corpi. Quando si tratta di accessibilità, ci si rivolge allo sport inteso come spazio fisico, uno spazio che deve essere scelto ed organizzato. Si fa riferimento a Parigi 2024. Une ville face à la violence olympique (Divergences, 2024), libro inchiesta di Jade Lindgaard che denuncia l’impatto aggressivo dei grandi eventi sportivi sulle periferie urbane – nel caso specifico, quella parigina. Un aspetto importante degli eventi sportivi internazionali, i cui effetti a livello ambientale, sociale ed economico risultano spesso dirompenti. L’accessibilità riguarda anche le infrastrutture e la possibilità di tutti i soggetti di disporne nel migliore dei modi. Ciò permette di aprire una riflessione sulla natura simbolica dello spazio sportivo, dibattuto per la sua esclusività. Il podcast affronta il tema anche nella scelta dei titoli dei singoli episodi: il termine spazio viene affiancato da una serie di aggettivi come violato, neutralizzato, negato, a rappresentare le varie difficoltà che si incontrano lungo il percorso. L’argomento è centrale nell’ultimo episodio, in relazione al lungo iter burocratico legato alla richiesta di cittadinanza italiana per atleti e atlete dal background migratorio, che ha troncato carriere emergenti e ha rappresentato un impedimento per competere nella nazionale. Molti dei corpi che popolano e si muovono nello spazio sportivo sono in attesa di un riconoscimento da parte delle istituzioni; sono corpi che, come viene ripetuto più volte nel corso dei vari episodi, si discostano dal canone dominante dell’atleta olimpico – maschio, bianco, abile – ma rivendicano il loro diritto a esistere nello sport, a partecipare e cambiare il sistema.
Per includere non bastano gli slogan, ci spiegano Vettori e Scarnecchia, ma una vera e propria politica attiva che riconosca le problematiche di fondo e si batta per la loro risoluzione, garantendo ad atlete e atleti la possibilità di percorrere una strada professionalizzante. Fuori dai giochi ci lascia intendere che dei nuovi valori di uguaglianza e inclusione sono possibili, se solo si è disposti ad ascoltare.
(Aggiornato al 30 giugno 2025)
