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La storia contemporanea del Medio Oriente in 13 puntate

La crisi dell’Impero Ottomano e poi la sua dissoluzione trasformano il Medio Oriente in un territorio nel quale potenze mondiali e regionali, movimenti politici e generali cercano di imporre poteri assoluti e identità monolitiche ad una società plurale e complessa.A causa di questi vari esperimenti di ingegneria sociale e ambizioni da più di un secolo si alternano guerre e genocidi in un quadro di violenza e instabilità permanente.

La storia contemporanea del Medio Oriente in sei puntate in un nuovo format visibile sul canale youtube della Fondazione (museostorico) e sul  canale 12 del digitale terrestre (Telepace Trento)

Qui il link alla playlist sul nostro canale youtube: https://youtube.com/playlist?list=PL6SjWkcw30sydUY-Qd1SqD5mo5Ota_9ma&si=rrD5GuXxt2VcqQQy

Di seguito gli argomenti trattati nelle prime puntate.

1. L’IMPERO OTTOMANO

Tra XVIII e XIX secolo diventa evidente la crisi dell’Impero Ottomano. Da questa crisi nascono i tentativi di modernizzarlo “dall’alto” cercando di copiare modelli giuridici e politici di origine europea. Questi tentativi acuiscono però la crisi strutturale dell’Impero, sino alla presa del potere da parte del regime militare dei “Giovani turchi”.

2. IL CROLLO DELL’IMPERO OTTOMANO

Durante la Grande Guerra (1914-1918) il nazionalismo dei “Giovani turchi” porta al genoicidio del popolo armeno e provoca la grande rivolta araba sostenuta dall’Impero britannico. Con la sconfitta e la fine dell’Impero l’umiliazione della Turchia porta alla guerra di liberazione nazionale guidata da Mustafà Kemal e alla costruzione del suo regime.

3. I “MANDATI” FRANCESI E BRITANNICI

Durante la Grande guerra l’Impero britannico aveva promesso agli insorti arabi un grande stato indipendente, ma in realtà i governi Francia e Gran Bretagna si sono spartiti il Medio Oriente con gli accordi di Sykes-Picot. I due paesi assumono così dalla Società delle Nazioni il “mandato” di controllare i diversi territori dell’area, cioè esercitano su di essi un protettorato coloniale che avrà conseguenze di lungo periodo,creando stati con case regnanti e istituzioni basate sul controllo militare di un insieme composito di popolazioni.

4. IL SIONISMO

La diffusione dell’antisemitismo nell’Europa di fine XIX secolo porta alla nascita e allo sviluppo del “sionismo politico”: l’idea che gli ebrei non siano solo una comunità religiosa ma un popolo e che in quanto tali debbano avere un proprio stato. Questa idea, più che un supporto di massa nelle comunità ebraiche, trova l’appoggio di una parte consistente del mondo cristiano evangelico negli Stati Uniti e, dalla Grande guerra in poi, il supporto politico e militare dell’Impero britannico.

5. PALESTINA, 1936

L’ascesa del nazismo in Europa e le limitazioni all’immigrazione negli Stati Uniti forniscono al movimento sionista la base di massa necessaria alla colonizzazione della Palestina. Questo rende però inevitabile lo scontro con i suoi abitanti, portando alla rivolta palestinese del 1936. Gli insorti dovranno però subire non solo la repressione armata inglese e sionista, ma anche le divisioni e le ambizioni della propria classe dirigente, una parte della quale (come altri nazionalisti arabi e  sionisti) si avvicina ai regimi nazifascisti.

6. LA NASCITA DI ISRAELE

Nel 1947 l’Impero Britannico è ormai in crisi. Con l’abbandono del sub-continente indiano il suo controllo diretto del Medio Oriente non ha più ragione d’essere. Si arriva così al progetto ONU di “spartire” la Palestina tra ebrei e arabi che porterà alla guerra del 1948-1949 e alla nascita di Israele, sino alla doppia catastrofe: la pulizia etnica dei palestinesi e la cacciata o l’emigrazione delle comunità ebraiche dal mondo arabo.

(Aggiornato al 14 maggio 2026)