Oltre 600 spot elettorali, centinaia di manifesti e materiali social, prodotti in occasione dei principali appuntamenti elettorali o eventi pubblici istituzionali, accompagnati da schede, storie, descrizioni. Tutto questo è racchiuso nell’Archivio degli spot politici, il principale “contenitore” online dedicato alla conservazione e allo studio dei messaggi pubblicitari e dei filmati di propaganda prodotti da partiti, soggetti politici e istituzioni italiane, dagli anni Settanta ad oggi. L’idea dell’archivio nacque nel 2008 quando, all’Università degli Studi Roma Tre, prese avvio una ricerca sulla popolarizzazione della politica a cui partecipano anche l’Università degli Studi di Perugia, l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Torino. Una prima fase dell’indagine fu dedicata alla raccolta e al recupero degli spot politici italiani dispersi e a rischio di scomparsa, a cui seguì la classificazione e l’analisi dei materiali raccolti. Nel 2012, a conclusione della ricerca, vide la luce il sito www.archivi spot politici.it; negli anni successivi, in concomitanza con i principali appuntamenti elettorali, l’Archivio ha svolto il monitoraggio delle campagne elettorali, generando così una costante implementazione degli spot archiviati. Dopo quasi 10 anni di attività, nel 2021 l’Archivio ha allargato il suo raggio d’interesse, permettendo la realizzazione del sito così come la vediamo oggi: alla raccolta degli spot elettorali si sono aggiunte una sezione che raccoglie i manifesti politico-elettorali prodotti dal 1993, e un’altra dedicata ai materiali social, ossia le nuove forme della comunicazione politica odierna.

L’archivio online è consultabile secondo differenti percorsi e criteri di ricerca. I materiali possono essere ricercati per anno, partito/promotore, tipo di elezione, tema e politico presente.
Per chi desidera seguire una traccia particolare è possibile accedere ad una selezione di materiali elettorali rappresentativi di un genere o di una tipologia fra quelle più diffuse o particolari. È possibile infine una ricerca testuale libera all’interno dei campi “titolo”, “descrizione” e “storia” degli spot.
Consultando l’archivio, si trovano “chicche” davvero interessanti e rimaste impresse nell’immaginario collettivo a distanza di anni. Solo per citare due esempi: lo spot del 1989 con protagonista una giocosa balena bianca, espressione con la quale veniva definita la Democrazia Cristiana, e la voce off che recita “La balena bianca è grande, mansueta e non inquina”; oppure lo spot musicale realizzato dal Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la pace, il cui ritornello in sottofondo era “’C’è un presidente sempre presente che ci accompagnerà, siamo qui per te corpo e anima un Nobel di pace Silvio grande è”. Ma è anche possibile osservare l’evoluzione della comunicazione politica nel tempo. Salta subito all’occhio che il vero e proprio “boom” dello spot politico inteso come filmato propagandistico avviene con la nascita delle emittenti private locali. Le elezioni politiche del 1983, definite anche le prime “tele-elezioni” italiane, segnano l’inizio degli anni d’oro degli spot, spesso realizzati da grandi agenzie pubblicitarie sul modello di quelli commerciali e messi in onda senza particolari vincoli di par condicio. Nel 1994, con l’inizio dell’avventura politica di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, proprietario delle principali reti televisive private, il problema della regolamentazione dei video elettorali si pone con urgenza, e infatti, negli anni successivi, diversi decreti legislativi interverranno per limitare l’uso e le potenzialità di questa forma di comunicazione.
Senza dubbio i primi anni duemila segnano un altro importante cambiamento in questo ambito: lo sviluppo e il progressivo estendersi della nuova arena digitale gratuita contribuiscono al decadimento dello spot elettorale tradizionale, inteso come prodotto audiovisivo elaborato, di breve durata, con una regia e un montaggio, incentrato su precisi modelli narrativi.
Cominciano a essere realizzati video pensati appositamente per la rete, non più costretti nei formati brevi, ma spesso realizzati con risorse molto contenute con evidenti ricadute sulla qualità. Alcuni tratti distintivi di questi nuovi prodotti sono la semplicità, l’immediatezza, l’assenza di barriera o mediazione, al fine di instaurare un dialogo e un contatto diretto con gli elettori che, come nella logica dei Social Network, sono chiamati a intervenire, commentare e condividere i materiali.
Così come i video cambiano nel corso del tempo, stesso destino accomuna i manifesti, una delle forme più antiche e tradizionali della comunicazione politica.
A partire dai manifesti realizzati all’interno dei partiti per le elezioni degli anni cinquanta e sessanta, i formati e gli stili dei manifesti politico-elettorali italiani sono andati evolvendosi nel tempo, facendo propri i linguaggi grafici, il vocabolario iconografico e i registri comunicativi della comunicazione pubblicitaria e commerciale. È soprattutto con le elezioni politiche del 2018 che il ricorso al manifesto politico si riduce drasticamente, lasciando spazio a canali e strumenti più immediati e rapidi offerti dalla rete. Fanno così la loro comparsa le webcard che, per quanto differenti per logiche produttive e caratteristiche formali, possono essere ritenute le eredi dirette dei vecchi manifesti in ambiente digitale.
Per webcard si intendono annunci grafici, basati su una prevalente componente visiva. Ne esistono di diverse tipologie: quelle di programma, che sintetizzano i principali punti politico-programmatici; quelle tematiche dedicate a specifici argomenti; quelle di agenda, con gli appuntamenti elettorali; quelle satiriche che attaccano gli avversari. Così come i video, si tratta di un formato in continua evoluzione e adattamento.
Grazie alla ricchezza e all’eterogeneità dei materiali contenuti,l’Archivio degli spot politici rappresenta un’importante forma di documentazione della storia politica e sociale del nostro Paese: un valido strumento per conoscere le differenti culture partitiche che lo hanno caratterizzato.
(Aggiornato al 19 novembre 2025)
