Il fascino del posto giusto

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Una settantina di anni fa non era altro che un tranquillo villaggio di pescatori, circondato da una radura brulla e dolcemente cullato dal mare. I pochi che lo conoscevano, vi trascorrevano lunghe estati all’insegna del riposo, girovagando per le strade soleggiate, alla ricerca di caffè e pain au chocolat. Ma nel 1956 a Saint-Tropez arrivò lei, Brigitte Bardot, con la sua chioma biondo platino, la sua energia libera e sensuale, la sua giovinezza impudente. L’attrice, allora ventiduenne, stava girando con il marito Roger Vanim Piace a troppi, il film che l’avrebbe portata al successo e alla fama indiscussa. Non lo sapeva ancora nessuno, ma quello fu l’inizio di uno stravolgimento.

Brigitte Bardot, foto di Ghislain Dussart, @web


L’anno successivo Brigitte Bardot, uscita definitivamente dall’anonimato e anche dal suo primo matrimonio, decise di non abitare più a Parigi e cominciò a cercare un luogo dove vivere una nuova dimensione. Fu la madre a suggerirle di acquistare una casa proprio nel sonnolento paesino di Saint-Tropez, rammentando le lunghe estati d’infanzia trascorse in un villaggio nelle vicinanze. Bardot accolse con entusiasmo l’idea materna e nel 1958 acquistò La Madrague, un’incantevole casa sul mare di Saint-Tropez, dove visse tutta la vita circondata dagli animali, fino alla sua recente scomparsa. La villa dell’attrice, con la sua rimessa privata per le barche e il pontile di legno dove fare lunghi bagni di sole, divenne la meta prediletta dei suoi amici e, piano piano, la fama di Saint-Tropez iniziò a diffondersi. Alain Delon e Jean Paul Belmondo – solo per citare due tra i nomi più conosciuti – fanno tappa fissa a Saint-Tropez. Ma non sono soltanto i personaggi celebri ad essere attratti dall’ex borgo marinaro della Costa Azzurra. I caffè del porto, il mercato del martedì, le numerose boutique, le spiagge sconfinate, cominciano a diventare meta di villeggiatura anche della gente comune, desiderosa forse di poter diventare, anche solo per pochi giorni, chic e raffinata come Brigitte Bardot soltanto per il fatto di aver visitato il villaggio dove viveva l’attrice.


Spostandoci in Italia, tra coloro che amarono e scelsero il nostro paese per la propria villeggiatura ci fu Jacqueline Kennedy Onassis. Amalfi, Ravello e soprattutto Capri furono i luoghi dove la first lady trascorreva le sue estati e dove furono scattate alcune delle sue foto più iconiche. Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, Jackie arrivava a Capri a bordo del leggendario Christina O, lo yacht del secondo marito Aristotele Onassis. Qui era solita passeggiare tra le vie del centro, frequentare gli storici bar della Piazzetta e mescolarsi alla gente locale. Capri divenne ben presto il simbolo di un’eleganza informale ma sofisticata e fu proprio lei a legittimare l’idea che il vero lusso non fosse l’abito da sera ma la semplicità ricercata in un contesto locale. 

Jackie Kennedy Onassis a Capri, 1972


Se Brigitte Bardot e Jacqueline Kennedy furono le muse di Saint-Tropez e di Capri, l’avvocato Gianni Agnelli fu il catalizzatore di numerose località che spesso, grazie soltanto alla sua presenza, furono elevate a luoghi di villeggiatura “di stile”.
Nonostante non sia una località di vacanze esotica, Villar Perosa – piccolo comune della città metropolitana di Torino – è il “feudo” storico degli Agnelli, dove si trova la residenza settecentesca della famiglia. L’avvocato la rese celebre organizzando ogni estate la partita amichevole della Juventus. Un rito che ha sempre attirato migliaia di tifosi e giornalisti e trasformato un tranquillo comune della Val Chisone nel centro del calcio italiano e delle vacanze anche solo di pochi giorni.
Sempre in Piemonte, Sestriere è oggi una delle località sciistiche più importanti d’Europa, perla della villeggiatura invernale italiana. Fu fondata negli anni ’30 da Edoardo Agnelli, ma fu il figlio Gianni a consolidarne il prestigio internazionale nel dopoguerra. L’Avvocato amava sciare qui e la sua presenza costante attirò numerosissimi turisti sulle piste piemontesi. 

Gianni Agnelli scia a Sestriere


Naturalmente Agnelli frequentava anche località di mare: Capri e la Costiera amalfitana, Antibes in Costa Azzurra, ma soprattutto Forte dei Marmi in Versilia, che ospitò le vacanze della sua famiglia per oltre trent’anni e che la sorella Susanna descrisse con grande vivacità di dettagli nel romanzo “Vestivamo alla marinara”.
Senza dubbio Gianni Agnelli e la sua famiglia, anche quando non sono stati “fondatori” ma soltanto “frequentatori” di luoghi di vacanza, ne hanno ridefinito l’estetica e la loro semplice presenza ha fatto percepire quel luogo come il posto “giusto”.

È curioso osservare come l’influenza e il carisma di un singolo personaggio possano trasformare una località anonima e poco conosciuta in un’ambita e affollata meta di vacanza. La storia della villeggiatura moderna è costellata di tanti altri “pionieri involontari”.


Pensando ai giorni nostri e allontanandoci dall’esclusività dei luoghi e dalle persone già citate, viene in mente per un attimo il caso di Roccaraso. Un “è bello, venite”, lanciato su una piattaforma social da un’influencer napoletana, è bastato per radunare oltre diecimila persone in una piccola località sciistica abruzzese che conta meno di duemila abitanti. Con conseguenti piste invase da rifiuti, vandalismi, gravi problemi di viabilità, traffico paralizzato e misure restrittive per regolare i flussi dei pullman turistici.
Siamo sicuri che Roccaraso non diventerà la nuova meta della villeggiatura invernale del terzo millennio, ma questo caso ci fa riflettere sulle capacità attrattive delle moderne sirene ammaliatrici attive su Tik Tok e i suoi simili. Lontane anni luce dal fascino di Brigitte Bardot o di Jackie Kennedy, ma pur sempre seducenti, anche solo per la durata di una domenica d’inverno.

(Aggiornato al 2 luglio 2026)