Nel 1946, l’Italia oltre a cambiare la propria forma di stato ritrova una nuova narrazione visiva. Tra i reportage si distinguono quelli di Federico Patellani per la rivista “Tempo”, capaci di cogliere con uno sguardo moderno l’energia (e le contraddizioni) della ricostruzione. Tra queste immagini c’è naturalmente la celebre fotografia della “donna della Repubblica”, diventata simbolo di rinascita democratica.
Di questi scatti, del loro impatto visivo e della vicenda umana racchiusa in quella fotografia iconica, ha parlato Giovanna Calvenzi, photo editor tra le più autorevoli del panorama italiano e studiosa di fotografia contemporanea. Laureata in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano, ha insegnato Storia della fotografia e photo editing e ha curato importanti progetti espositivi a livello internazionale, tra cui la direzione artistica dei Rencontres d’Arles e del Mois de la Photo a Parigi. Dal 2013 si occupa della cura dell’Archivio Gabriele Basilico ed è autrice di numerosi saggi dedicati alla grande fotografia italiana e internazionale. Questa intervista è stata realizzata nelle sale del Museo di Fotografia Contemporanea (MuFoCo) a Cinisello Balsamo (Milano) durante la mostra “Donna Repubblica. I giorni del referendum”.
(Aggiornato all’8 ottobre 2026)
