1:15:52

EPOCHE. CAPOLINEA DEI MITI. 'Internazionalismo', 'classe', 'nazione'... E poi ancora 'irredentismo,' 'Risorgimento', 'patria'... I miti forse mai come in questo periodo- giungono al capolinea per poi subitaneamente ripartire in direzione opposta. Un’apocalisse in cui l'intransigenza si oppone ad improvvisi cedimenti, il clericalismo più rigido lascia spazio alla più intransigente laicità.

1:9:59

PROSPETTIVE. CAPORETTO PER CHI PERDE, CAPORETTO PER CHI VINCE. A Caporetto vincono i tedeschi e non gli austriaci, in una battaglia per loro del tutto secondaria e su un fronte privo di qualunque importanza strategica.

51:2
COMUNICAZIONE. PROPAGANDA PER LA MOBILITAZIONE. Il pifferaio magico invita alla guerra. La maggioranza silenziosa dei neutralisti resta incapace di farsi valere davanti al baccano degli interventisti. Come mai prima nella storia, la propaganda mostra la sua forza nel persuadere ma anche nel confondere e nel rimestare in sentimenti e credo diversissimi.
1:1:47

FRAMMENTAZIONI. FINIS AUSTRAE La guerra è finita. L’Impero ha perso un milione di uomini, Vienna è divenuta la capitale di un territorio dieci volte più piccolo e una monarchia quasi millenaria ha cessato per sempre di esistere.

1:3:54
MONTAGNE. LA GUERRA BIANCA. Trincee, gallerie, camminamenti e vie ferrate. La Grande Guerra pone fine alla tradizionale battaglia in campo aperto che per millenni aveva caratterizzato la strategia militare.
55:41

La guerra mise fine alla prima globalizzazione: fu davvero una belle époque? Nessuno aveva previsto una guerra tanto lunga e costosa. Quanto costosa? In che modo fu finanziata e con quali effetti nel Dopoguerra? Chi pagò davvero per la guerra? La guerra economica non ebbe vincitori ma solo vinti, perché?

1:31:20

RAPPRESENTAZIONI. LA GRANDE GUERRA DEGLI ARTISTI. Aerei che sfrecciano nel cielo, modernissime navi d'acciaio, eliche che fendono l'aria e l'acqua; ma anche candidi angeli piangenti i soldati caduti e rappresentazioni collegate alla propaganda.

1:1:18

DOPO. VITTORIA SENZA PACE. 4 novembre 1918: l'Italia è in tripudio. Rispetto al 1915 il contesto internazionale è però cambiato: gli interessi italiani si scontrano con quelli di alleati mai amici e il peso reale del nostro Paese non è assolutamente pari alle iniziali ambizioni. Prenderne atto è doloroso per la pubblica opinione e devastante per le istituzioni.

1:22:21

CONFINI. ITALIANI DALLA PARTE DEL NEMICO. Infidi o lealisti? Austriacanti o patrioti? Quale è stato il destino delle centinaia di migliaia di cittadini dell’impero asburgico che erano e si consideravano italiani per lingua e per cultura?